
Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente assurto per le sue abilità artistiche a notorietà internazionale.
Felice, affetto da cecità dall'età di 14 anni, ha intrapreso un percorso artistico molto personale e particolare che lui ha riassunto nello slogan "Dare forma ai sogni".
Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili.
Felice si destreggia abilmente fra i più diversi materiali: per la sua arte utilizza creta, marmo, legno o pietra. Ogni materiale viene trattato e plasmato con tecniche diverse, dalla forza impressa per scolpire il marmo alla gentilezza della plasticità espressa nel modellare la creta.
Oltre a lavorare alla realizzazione delle forme dei suoi sogni artistici, Felice Tagliaferri riesce ad essere anche un ottimo insegnante, applicando il suo personalissimo metodo a una varietà di situazioni.
Dal 2001 ad oggi Felice Tagliaferri ha partecipato a numerose mostre e concorsi a livello internazionale, simposi, installazioni e sculture di piazza in molte città italiane. Fra gli avvenimenti più importanti ricordiamo:
Felice è tra i protagonisti del libro di Candido Cannavò "E li chiamano disabili", edito da Rizzoli nel 2005, e del libro di Mauro Marcantoni "I ciechi non sognano il buio", edito da FrancoAngeli nel 2008. E' stato inoltre citato su diverse testate giornalistiche e trasmissioni televisive e numerose tesi di laurea presso le Accademie d'Arte di Brera, Bologna e Urbino e presso la Terza Università di Roma.
Ha partecipato in qualità di giurato a varie premiazioni, come il Premio "Vision 2020: the Right to Sight" e l'"Oscar dei Sapori", e come relatore a diversi convegni, tra cui "Si può sorridere nel dolore" a fianco del medico clown Patch Adams.
Da anni tiene laboratori didattici nelle scuole di ogni ordine e grado e dal maggio 2007 conduce laboratori al buio di sua ideazione in collaborazione con diverse associazioni.