Candido
"Felice, tu sei un rarissimo scultore cieco. (...) E allora sai cosa ti chiedo? Realizza il volto di un amico: il mio. Hai detto di conoscermi e persino di vedermi. Ti invito con affetto a questa sorta di prova suprema..."
Tratto da "E li chiamano disabili" di Candido Cannavò